Hanno poche calorie, ti saziano a lungo, tengono bassa la glicemia e riattivano l’intestino: eppure molti non lo mangiano mani!

Sono una fonte di proteine vegetali

Le fave non sostituiscono completamente tutte le fonti proteiche, ma sono un ottimo alimento da alternare a ceci, lenticchie, fagioli e piselli. Abbinate a cereali come pasta, pane o riso, diventano un piatto più completo dal punto di vista proteico.

Contengono L-DOPA

Le fave contengono naturalmente levodopa (L-DOPA), una sostanza legata alla dopamina e usata anche nei farmaci per il Parkinson. Alcuni studi hanno osservato effetti sui sintomi motori in persone con Parkinson, ma non significa che le fave possano sostituire terapie o farmaci. Chi ha il Parkinson o assume farmaci specifici dovrebbe parlarne con il medico prima di consumarne grandi quantità.

Controindicazioni: quando fare attenzione

La controindicazione più importante è il favismo. Chi ha deficit di G6PD deve evitare le fave, perché possono scatenare una crisi emolitica anche grave. Questa non è una semplice intolleranza: è una condizione genetica seria.

Inoltre, le fave possono causare gonfiore, soprattutto se mangiate in grandi quantità. Chi soffre di problemi intestinali particolari dovrebbe introdurle con calma.

Come cucinare le fave

Le fave fresche si possono mangiare anche crude, soprattutto quando sono giovani e tenere. Il classico abbinamento italiano è con pecorino, pane e magari un filo d’olio.

Cotte, invece, sono perfette per:

• pasta con fave e pecorino
• purè di fave con cicoria
• minestre e zuppe
• insalate con verdure, tonno o uova
• contorni con cipolla, olio e menta

Se sono grandi, conviene eliminare anche la pellicina esterna dopo la cottura, perché può risultare un po’ dura e amarognola.

Le fave sono un legume semplice, antico e molto valido. Hanno poche calorie se consumate fresche o cotte, buone fibre, proteine vegetali e minerali utili. Possono aiutare la sazietà, l’intestino e la qualità generale della dieta.

L’importante è raccontarle per quello che sono davvero: non un superfood miracoloso, ma un alimento sano, stagionale e molto versatile. E, soprattutto, da evitare completamente in caso di favismo.

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