Conosci quella sensazione: spalanchi gli occhi nel buio pesto. Dai un’occhiata all’orologio. Sono le 3:14. O le 3:47. O le 4:22. Di nuovo.
Per molti, questa è fonte di frustrazione: un’altra notte di sonno interrotto, un’altra mattinata di sonnolenza. Ma in tutte le tradizioni e pratiche spirituali, questo specifico intervallo di tempo riveste un profondo significato.
In molti ambienti spirituali, svegliarsi tra le 3 e le 5 del mattino non è considerato un disturbo del sonno, bensì un risveglio.
L’antica saggezza: il velo è più sottile
In molte tradizioni spirituali, le ore comprese tra le 3 e le 5 del mattino sono considerate sacre.
Nella filosofia yogica: il Brahma Muhurta
Nell’induismo e nelle tradizioni yogiche, il periodo di circa 90 minuti prima dell’alba, che spesso cade tra le 3 e le 5 del mattino, è chiamato Brahma Muhurta , ovvero “l’ora di Dio”. È considerato il momento più propizio per la meditazione, la preghiera e la pratica spirituale.
Perché proprio adesso?
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La mente è naturalmente calma e serena
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Il mondo è silenzioso, meno distrazioni.
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L’energia pranica (forza vitale) è forte
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Si dice che il velo tra il mondo fisico e quello spirituale sia sottile
Nella mistica cristiana